martedì 3 gennaio 2012

Il reattore dei Miracoli

Il Fatto Quotidiano ci informa di un’iniziativa di Bill Gates, fondatore ed ex presidente di Microsoft, relativa al finanziamento di una misteriosa tipologia di reattore nucleare “molto economico ed incredibilmente sicuro”, che “non richiede l’intervento umano e rimane sicuro in ogni situazione”. Secondo il Fatto, il reattore sarebbe in grado di minimizzare costi, rischi e produzione di scorie radioattive. Si tratterebbe di “un nuovo tipo di impianto nucleare in grado non solo di essere alimentato dai rifiuti nucleari, ma anche di funzionare per tutta la sua vita senza la necessità di un successivo rifornimento di combustibile”. Date le considerazioni entusiastiche appena elencate, il progetto, denominatoTravelling Wave Reactor (TWR), non puo’ essere definito altrimenti che “la soluzione ai problemi energetici del pianeta

Siamo alle solite. Energia pulita, a costo irrisorio, con impatto ambientale quasi nullo e praticamente inesauribile. E dietro a tutto questo, un nome famoso come quello di Bill Gates e un progetto misterioso dal nome esotico. Gli ingredienti della bufala ci sono tutti, vediamo quindi di precisare un po’ meglio di cosa si tratta.

Cominciamo con l’aura di terribile mistero attorno all’ideona di Gates. Il Travelling Wave Reactor e’ talmente misterioso che esiste una pagina wikipedia (in inglese) che ne spiega il funzionamento in dettaglio. Dalla stessa pagina apprendiamo anche che l’idea non e’ (ovviamente!) di Gates ne’ ci sta lavorando personalmente (mica e’ un fisico nucleare o un ingegnere...lui mette solo la grana!). Non solo, si tratta di una tale novita’ che risale addirittura agli anni ’50, per essere migliorata e dettagliata a piu’ riprese da numerosi scienziati e ingegneri! Il ruolo di Bill Gates e’ quello di aver aperto il portafoglio per finanziare il progetto di un TWR da parte dell’americana Terrapower LLC, un’azienda progettista di reattori nucleari spin-off di Intellectual Ventures , e di averlo dichiarato durante il TED del 2010.

Ma parliamo un po’ del reattore. Si tratta di un particolare tipo di reattore nucleare autofertilizzante dotato di grande autonomia grazie al fatto che la reazione di fissione dell’atomo non avviene costantemente in tutto il reattore, ma soltanto in una piccola regione del nocciolo. Come un’onda in lento movimento, la zona “attiva” del reattore si sposta all’interno del nocciolo stesso, demolendo uranio e creando rifiuti nelle zone in cui passa e creando nuovo combustibile nelle zone limitrofe, che sara’ utilizzato quando l’onda si spostera’ di nuovo. Qui un’eloquente simulazione del reattore in funzionamento.

La creazione di combustibile avviene secondo lo stesso principio dei normali reattori autofertilizzanti: il bombardamento di uranio 235 con neutroni ad alta energia provoca la fissione degli atomi stessi generando altri neutroni; contemporaneamente, il bombardamento dell’uranio 238 (mischiato con il 235 nel reattore) lo trasforma in Plutonio 239, che puo’ a sua volta essere fissionato in seguito. Per fare un paragone, e’ come pensare di riempire il serbatoio della propria automobile con una miscela di benzina e acqua ed ottenere, dopo il funzionamento, gas di scarico al posto della benzina e gasolio al posto dell’acqua. Nei normali reattori autofertilizzanti tuttavia, il “gasolio” (Plutonio) prodotto non puo’ essere sfruttato dal reattore e deve essere scaricato e utilizzato in reattori di diversa concezione, un po’ come il gasolio non puo’ essere bruciato nei motori a benzina. Nel TWR sembra tuttavia che cio’ sia possibile, incrementando enormemente l’autonomia del reattore.

Un altro vantaggio di questo tipo di reattori (tutti gli autofertilizzanti, non solo il TWR) e’ che, bombardando le loro stesse scorie con in neutroni in eccesso dalla reazione di fissione, contribuiscono a trasmutarle in elementi meno radioattivi, oppure con vita media piu’ breve, riducendo il volume di scorie ad alta intensita’ e la durata della radioattivita’ nelle scorie stesse.
Gates sta dunque finanziando un progetto che risolvera’ i problemi energetici di tutto il mondo? Non proprio. Il progetto ha indubbiamente i suoi vantaggi, molti dei quali sono gia’ presenti nella tecnologia nucleare attualmente in uso. Sarebbe sufficiente aprire gli occhi e smetterla di vedere l’energia nucleare con gli occhi dell’ignoranza e del pregiudizio, per sfruttare una fonte di energia abbastanza pulita, affidabile, economica e potente. Ma il TWR costituisce un ulteriore passo avanti nella soluzione dei punti deboli dell’attuale tecnologia nucleare.

Naturalmente, ne’ il nucleare attuale ne’ il TWR potrebbero mai risolvere tutti i problemi energetici del pianeta: occorre ancora una volta abbandonare gli schemi mentali infantili della serie “nucleare contro rinnovabili” e perseguire il giusto mix energetico di tutte le fonti. In questo contesto, il progetto TWR potrebbe rendere ancora piu’ efficiente la tecnologia nucleare, forse convincendo alcuni scettici della sua importanza nel panorama energetico futuro. Speriamo!

lunedì 28 novembre 2011

Tracce di Iodio 131 nell'aria sopra l'europa

IAEA, in un comunicato dell'11 Novembre, annunciava il rilevamento, nell'atmosfera sopra l'europa, di piccole quantita' di Iodio 131. Le quantita' rilevate sono tali da non essere nemmeno rilevabili se non dagli strumenti piu' sensibili, dunque non pongono il minimo rischio per la salute della popolazione europea. Tuttavia, lo I131 e' sicuramente di origine artificiale, essendo un isotopo con tempo di dimezzamento di appena 8 giorni circa.

In un successivo comunicato datato 17 Novembre, IAEA comunica di aver identificato la sorgente dell'inquinamento da Iodio: si tratterebbe dello stabilimento di Budapest della Institute of Isotopes Ltd., azienda privata che produce radioisotopi per medicina, ricerca e applicazioni industriali. L'esatta ragione del rilascio e' ancora sotto indagine.

martedì 20 settembre 2011

Una fabbrica di pannelli solari cinese chiude dopo aver inquinato gravemente l’ambiente. Ma non erano fonti di energia pulita?


(C) Klaus Holl, 2005
BBC world news informa in un articolo della chiusura di una fabbrica di pannelli fotovoltaici di proprietà della Jinko Ltd. La fabbrica è sita nel villaggio di Hongxiao  parte della provincia del Zhejiang (浙江), vicina a Shanghai, ed è stata chiusa a causa di una protesta da parte di qualche centinaio di persone che alcuni giorni fa hanno fatto irruzione nell’impianto, rovesciando automobili e devastando gli uffici (BBC di ieri). Secondo quanto riportato dall’emittente inglese (ma anche da molte altre fonti quali New York Times e The Guardian, tra gli altri), la fabbrica immagazzinava i rifiuti del processo di realizzazione dei pannelli, altamente tossici, all’aperto anzichè in un magazzino chiuso. Una tempesta a fine agosto sembra aver determinato lo scarico accidentale dei materiali tossici nelle acque di un fiume vicino, determinando alte concentrazioni di fluoruro (Ingl. Fluoride) nell’acqua. L’inquinamento di materiale tossico ha determinato una visibile moria di pesci, oltre a un notevole rischio di intossicazione per la popolazione residente. Una persona è stata inoltre arrestata per aver diffuso dicerie su un aumento dei casi di leucemia e tumore nell’area dell’impianto (31 casi di cancro e 6 di leucemia, secondo NYT), il quale tuttavia secondo l’ufficio per la protezione dell’ambiente locale risultava fuori norma già dai test effettuati ad aprile.
Con questa notizia, vorrei stimolare una riflessione importante. Quando sentite dire che “le fonti rinnovabili sono a impatto zero”, ricordatevi dell’incidente di Zhejiang. Non tanto perchè l’azienda ha ignorato allarmi e procedure di sicurezza, quanto per il fatto che produrre pannelli fotovoltaici implica l’utilizzo e la gestione di inquinanti, cioè di scorie non meno tossiche di quelle generate dal processo nucleare, e come tali soggette a incidenti e violazioni normative. Altro che “impatto zero”.

lunedì 19 settembre 2011

Siemens esce dal nucleare

Le 17 centrali nucleari tedesche
(C) IPPNW.de

 BBC ci informa che, a seguito della decisione del governo tedesco di spegnere le loro 17 centrali nucleari (23% dell’energia) entro il 2022, il colosso Siemens ha preso la decisione di non produrre più tutti quei componenti che servivano per la cosiddetta “isola nucleare” delle centrali atomiche. Sarebbe a dire che continueranno a produrre soltanto le parti convenzionali (turbine, condensatori, ecc), finalizzate a centrali a combustibili fossili ma utilizzabili anche per la parte convenzionale delle centrali nucleari.  Secondo l’articolo, il CEO della compagnia Peter Loescher ha dichiarato che per loro “il capitolo è chiuso”: anche la collaborazione con la russa Rosatom sarà cancellata. Sempre secondo BBC, Siemens è stata fornitore completa di tutte le 17 centrali nucleari tedesche e di alcune centrali Finlandesi e Cinesi solo per la parte convenzionale. Ora, l’azienda punta a supportare il progetto tedesco di portare al 35% l’energia da fonti rinnovabili entro il 2020.

Va bene, un’azienda privata deve ovviamente seguire il mercato per poter stare a galla. Vista l’aria che tira, era inevitabile una bella retromarcia rispetto all’affermazione pre-fukushima dello stesso Loescher (“in vista del mutamento climatico globale e della crescente domanda energetica mondiale, per noi l’energia nucleare rimane parte essenziale di un mix energetico sostenibile”, BBC trad. P.V.). Comunque sia, un gran numero di dipendenti Siemens con competenze avanzate sugli aspetti nucleari della produzione energetica perderà a breve il lavoro, scalzata dalla promessa di un 35% di rinnovabili pagata con il famoso 23% di nucleare. Un po’ come dire che decidiamo di lasciar perdere i treni e spingere sull’uso delle biciclette per ragioni ecologiche (o demagogiche?). E così facendo, la nostra principale industria del settore ferroviario si riconverte a produrre biciclette, licenziando un sacco di bravi tecnici con le competenze per realizzare una locomotiva e sostituendoli con gente in grado di fare ottime biciclette (ne servono molti meno). Niente di personale su chi progetta e costruisce velocipedi, la loro dignità non è in discussione; solo non stupiamoci se i ragazzi più talentuosi, capaci di progettare, costruire e far funzionare i sistemi più complessi, scappano all’estero a cercare un lavoro degno del tombino che si son fatti  a studiare. Da oggi, questo varrà anche per la Germania: benvenuti nel club.

lunedì 12 settembre 2011

Esplode un forno in Francia.

Secondo Ansa, Le Figaro e BBC News, che prendono da Reuters, stamattina alle 11:45 circa si è verificata un’esplosione presso il sito nucleare di Marcoule, nella regione Languedoc-Roussillon. In attesa di saperne di più da fonti ufficiali, sappiamo che c’è stato purtroppo un morto e alcuni feriti (quattro, secondo ansa e la sua fonte Midi libre). Ansa sostiene che ci sono dei reattori in sito, cosa che probabilmente ha copiato malamente da Wikipedia italiana; BBC invece non ci casca (d’altronde sulla wiki inglese è ben scritto che l’ultimo reattore del sito è stato chiuso nel 1984).
Sembra che sia stato delimitato un perimetro di sicurezza ma al momento non ci sia stato rilascio di radiazioni o materiale. Secondo l’autorità per la sicurezza nucleare francese (ASN) il forno era usato per fondere rifiuti metallici e bruciare scorie radioattive a bassa e media intensità. Per il momento le autorità stanno applicando le procedure di sicurezza previste in questi casi, ma non ci sono ancora comunicazioni definitive.
Spero di aggiornare presto questo post con notizie fresche.

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AGGIORNAMENTO 2011-09-19 h17:16

Leggo ora su ASN che l'incidente è stato classificato come non radiologicamente rilevante. Sono in corso indagini per comprenderne le cause secondo le normali procedure.