Qualche mese fa, apprendevo dal Fatto
quotidiano dell’uscita in Italia di un documentario dal
titolo emblematico. Fukushame (qui il
link
alla pagina ufficiale), insieme al gemello Enter
Fukushima, vanta di raccontare le “vergogne giapponesi” legate all’incidente nucleare omonimo.
Vergogne, dice il Fatto, quali “Limiti
di esposizione alle radiazioni alzati di 20 volte per risarcire meno famiglie,
fusioni del nocciolo taciute, migliaia di animali abbandonati e costretti a
morire di fame e stenti”.
A detta degli stessi autori, Enter Fukushima é un “docu-movie adrenalinico di 18 minuti che
riassume il percorso nella zona proibita nelle sue tappe fondamentali, con
qualche concessione alla fiction cinematografica.” Qualche concessione alla fiction
cinematografica? In altre parole prendete Quark,
togliete ció che non é spettacolare (e non fa propaganda per le opinioni dei registi) e sostituitelo con un
po’ di finzione cinematografica tanto per trasformare
la realtá in un’immagine coerente con le proprie idee. Strepitoso.
Ma dopo arriva Fukushame, che é invece un “documentario” (niente film stavolta) “che ripropone quanto visto in "Enter
Fukushima" ma approfondendo le tematiche più dolorose con interviste a
personaggi noti, persone comuni e personaggi del luogo, con aggiunte delle
riflessioni dello stesso autore”. Naturalmente, essendo l’autore
assolutamente imparziale (tanto che non manca di aggiungere la sua
partecipazione alla manifestazione antinuclearista a Tokio del 19 settembre
2011), ha avuto cura di scegliere bene le persone intervistate perché tirassero acqua al suo mulino. Nel film troviamo il parere di grandi esperti di nucleare quali “Seiichi Nakate, esponente del Network
"Save the children from radiations"” e “Maya Murofushi,animalista e famosa top model”. La conclusione non
puó allora che essere “Ci si interroga
sui perché di scelte sbagliate ed imposte ad un popolo ormai disilluso.”
Tra i miei tanti difetti, c’é quello di non
credere alle immagini ma ai fatti. La realtá infatti é spietatamente sincera e
cruda, mentre la maggior parte della gente sembra pensare di poterla piegare
alle proprie opinioni o ridurre a una questione di punti di vista. Ecco perché
non mi piacciono i filmati costruiti per vendere opinioni.
Allora non posso proprio fare a meno di notare
che l’immagine drammatica del
contatore geiger appoggiato sull’erba mostra in quel punto un valore di 4,95
(c’é anche nel trailer, tenuto in mano da un signore in tuta e segna lo stesso
valore). 4,95...che cosa? Si tratta di un geiger della Terra-P molto semplice
che, con una rapida googlata, fornisce quasi sicuramente una stima della dose
media in mSv/h.
4,95 microSievert/ora dunque, che come
sappiamo sono circa 43 mSv/anno, coerenti con il 48 mSv/y medio registrato a Chernobyl.
Sí, ma quanto é pericoloso quel livello di radioattivitá? Secondo l’ultimo
studio del MIT, dal
titolo emblematico, semplicemente zero. Nessun effetto
negativo, né immediato né a lungo termine, in perfetta coerenza con la sensazione di molti addetti ai lavori
(medici, radioprotezionisti e ingegneri) che i meccanismi biologici di
riparazione cellulare permettano, per basse dosi, di contrastare efficacemente
il danno DNA cellulare.
Ma allora “l’ansia, che cresce con l’aumentare
dei beep del contatore geiger, unica voce della verità in mezzo a un
mare di menzogne”? Cos’é, fa parte delle
concessioni alla fiction cinematografica? Allo stesso modo delle fusioni del
nocciolo “taciute” (ci sono giornalisti che le davano per certe sui giornali
italiani prima ancora che il nocciolo fondesse veramente!)?
Immagini e opinioni contro la realtá. L'immagine ci parla di complotti e di stermini di massa, la teoria smentisce. E i dati concordano con la teoria anziché con le opinioni, guarda un po'. E non crediate che non lo sappiano: altrimenti perché
questi signori sono tanto coraggiosi da rischiare la pelle per fare un
reportage all’interno della zona contaminata? Non sará che qualcuno gli ha detto che
per qualche ora di esposizione non corrono rischi reali? Qualcuno come Greenpeace
che poi sostiene, in barba alla coerenza, che non esiste soglia minima al danno da radiazione (la famosa teoria LNT,
creata dalla tanto vituperata UNSCEAR come strumento cautelativo e abusata comunemente per diffondere previsioni
catastrofistiche in barba ai fatti)?
Nella civiltá dell’immagine, ció che un'immagine bolla come pericoloso inevitabilmente lo diventa davvero agli occhi delle masse. Va bene cosí, a me basta sperare che, ogni tanto, qualcuno abbia ancora voglia di andare oltre le idee preconcette e ragionare, invece di allinearsi al gregge e ripetere luoghi comuni all’infinito.
